Lo zolfo e la CIA (Central Intelligence Agency)

La storia dell’industria mineraria siciliana è lunga e tortuosa. Le implicazioni economiche e politiche che sono girate attorno allo zolfo siciliano sono enormi e spesso non del tutto chiare e poco studiate. Le miniere di zolfo siciliane non sono solo carusi, picconieri e calcheroni, se si guarda solo a questo si ha una visione limitata e spesso distorta della sua complessità.

La guerra di Corea dei primi anni ‘50 del ‘900 mise in luce un fatto incontrovertibile per l’intera industria planetaria: il mondo aveva bisogno di zolfo.

Correvano strane voce circa la durata delle riserve minerarie statunitensi. Molte esperti o presunti tali si mostrarono convinti che le miniere di zolfo americane, coltivate con il metodo Frasch, fossero sul punto di esaurirsi. Non si sa se queste voci siano state diffuse ad arte per consentire speculazioni sul prezzo dello zolfo o per legittimare l’ennesima mossa imperialistica statunitense, ma queste voci misero in allerta molti governi.

Comunque se ciò fosse successo, se il mondo fosse rimasto senza zolfo niente più industria chimica, con ripercussioni su svariati settori strategici americani, compresa la fondamentale industria bellica. Senza lo zolfo non si sarebbero più potuto combattere i comunisti.

Bisognava trovarne altre fonti e pure in fretta. Certo c’era la Sicilia che avrebbe potuto sopperire alla richiesta di zolfo, ma ancora per quanto? Anche in Sicilia correva voce che le miniere di zolfo avrebbero potuto avere si e no altri 15 o 20 anni di produzione, poi anche queste si sarebbero esaurite.

Il prezzo dello zolfo aumentò in maniera vertiginosa e ci fu un’ampia fase di ricerca e sfruttamento in Sicilia. Per un paio d’anni sembrò che l’industria mineraria siciliana, da tempo in crisi, potesse risorgere a nuovo splendore. Si prospettarono lauti guadagni.

A Sommatino, molti capimastri, dopo aver finito il loro turno di lavoro alla Trabia Tallarita, andavano alla ricerca delle numerosissime e vecchie miniere zolfo abbandonate presenti sul territorio. Si cercò di riattivare miniere chiuse da più di un secolo, per tentare, con le tecniche moderne, di strappare alla terra qualche quintale del preziosissimo minerale

Lo spionaggio industriale statunitense si mise in moto. Furono mandati geologi e tecnici minerari in ogni parte del pianeta alla ricerca del prezioso minerale e tutto sotto il controllo delle agenzie di intelligence federali come la CIA.

Il documento che segue è un rapporto della CIA sulla presenza di pirite (FeS2 – solfuro di ferro), un minerale da cui estraeva lo zolfo in Indonesia.

Parzialmente desegretato riporta delle stime di produzione dello zolfo estratto dalla pirite.

CIA-RDP80-00809A000500410148-0-001

CIA-RDP80-00809A000500410148-0-002

 

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