Fossili di plastica

L’uomo ha modificato il pianeta terra così radicalmente come, e forse più, di qualsiasi altra specie di organismi superiori. Il termine, mai adottato ufficialmente dalla geologia moderna, ha radici antiche, già nel 1873 il geologo Antonio Stoppani scrisse che l’attività umana rappresentava una nuova forza tellurica e propose il termine di “era antropozoica” per definire questa nuova epoca.
Si potrebbe parlare allungo di come l’uomo stia modificando irreversibilmente il pianeta e di quali segni lascerà dopo la sua estinzione (è stato dimostrato che nessuna specie di mammifero abbia mai superato il milione di anni vita prima di estinguersi), ma mi voglio soffermare su uno strano campione raccolto un po’ di tempo fa.
Campione che come tanti altri va ad arricchire le collezioni del Museo Comunale di Storia Naturale ed Arte Mineraria di Sommatino.
Scorporata
In questo campione si possono facilmente vedere delle impronte di conchiglie (impronta esterna), ma non si tratta di una roccia bensì di plastica. Durante uno dei tanti incendi, a cui purtroppo è spesso soggetto il nostro territorio, una cassetta di plastica si è fusa colando sulle conchiglie di alcuni gasteropodi terrestri assumendone la forma in negativo.
I paleontologi del futuro, umani o non, potranno avere a disposizione i fossili su plastica. L’antropocene sarà caratterizzato dalla fossilizzazione per plastificazione?.

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