Il giorno dello scorpione

Capita che a darmi in benvenuto nel mio studio, oltre il mio famelico gattone, ci sia qualche altro animaletto. Oggi è toccato ad uno scorpione della specie Euscorpius italicus (Herbst, 1800). Non è uno scorpione di grosse dimensioni, ha l’esoscheletro di colore rossastro-marroncino e di solito vive nelle vecchie case semidirute, di cui Sommatino abbonda, o nelle legnaie. Ormai è un animaletto raro, non si trova quasi più: pesticidi e disinfestazioni varie lo stanno portando velocemente all’estinzione.

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Volete sapere se l’animaletto punge e se è pericoloso?
Si l’animaletto punge, ma non è eccessivamente pericoloso; la sua puntura è paragonabile a quella di una vespa, non è mortale, ma di sicuro non è una bella esperienza.
Può capitare, come nel mio caso, di trovarselo in casa ma sicuramente non è la fine del mondo. Se riuscite, cercate di catturarlo e di liberarlo dove non può nuocere a nessuno e dove possa condurre una vita tranquilla. Una vecchia e umida casa con le pareti in gesso sarebbe l’ideale, lui continuerà a cibarsi di insetti e ad essere il “leone” del suo piccolo ecosistema, quasi in cima alla catena alimentare.
Il mio, dopo avergli fatto un servizio fotografico, l’ho liberato nella legnaia.
Ci sono, anche nel nostro ambiente controllato, altri insetti che possono essere molto più pericolosi e nocivi e, anche se ci trasmette un’atavica paura amplificata dal cinema e dalla TV, sarebbe auspicabile che questo antichissimo artropode sopravvivesse alle nostre paure.

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