Zolfo d’America

Vorrei proporvi un filmato finora poco conosciuto, se non sconosciuto, prodotto fra gli anni quaranta e cinquanta riguardante la fiorente industria zolfifera statunitense. Si tratta di un tipico documentario propagandistico con il tipico tono rassicurante, realizzato dal Ministero dell’Interno Statunitense in collaborazione con la Texas Gulf Surphur Company, una delle numerose e gigantesche società  nate per la produzione e la commercializzazione dello zolfo. Documentari come questo venivano prodotti, oltre che per fini didattici, per tenere alto l’ottimismo dei consumatori americani sensibilmente provati dopo la crisi economica del 1929.
Musiche esaltanti alla Ben Hur, innesti grafici e disegni animati degni della Disney, narratore che si esprime con un tono  rassicurante e trionfalistico allo stesso tempo, quasi da comizio elettorale.
L’estrazione dello zolfo statunitense, diversamente da quello delle miniere italiane, avveniva tramite metodo Frasch già descritto in questo blog (https://sommatinomuseozolfo.wordpress.com/2015/07/11/il-re-dello-zolfo-hermann-frasch-the-surfur-king/).
Quello che fa riflettere è la differenza fra i due mondi minerari. Mentre noi avevamo i forni Gill, il carusato non era ancora stato debellato, i nostri minatori soffrivano per le molte malattie professionali,  i rischi legati all’attività estrattiva e le pessime condizioni lavorative, nel documentario si vedono armeggiare tecnici in giacca e cravatta sorridenti e quasi spensierati negli immensi e modernissimi impianti. Aldilà del inevitabile effetto fiction il divario produttivo e commerciale fra le due realtà era impressionante già dal 1911, quando il metodo Frasch si diffuse negli Stati Uniti meridionali.
La domanda è: perché si continuo ostinatamente a estrarre zolfo dalle nostre miniere fino agli anni settanta?
Il video è in inglese, ma si fa capire benissimo anche da quelli che non conoscono la lingua.
Sulphur
Buona visione.
https://archive.org/details/Sulphur.

 

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