Le carte di Palazzo Trabia

Quasi un mese fa, staccandoci dalle attività del Museo, l’Associazione Culturale Filippo Terranova ha dedicato qualche giorno all’esplorazione dell’enorme quantità di carte dell’archivio Trabia.
Abbiamo ospitato un nostro caro amico calabrese, lo storica e giornalista Matteo Dalena che cercava nell’archivio i dati per la sua originale ricerca sulle origine della famiglia Scalia che, costretta ad emigrare negli Stati Uniti, ha dato i natali al celebre e controverso Giudice della Corte suprema americana Antonin Scalia. Noi cercavamo la conferma che quelle carte hanno un valore storico e non sono, come asseriva qualcuno, vecchi giornali e carte inutili.
Per la seconda volta incrociavo sulla mia strada quelle carte dopo quasi dieci anni. Allora stavo facendo la mia esperienza in Amministrazione comunale e il Comune doveva iniziare i lavori di restauro di Palazzo Trabia. Gli eredi della famiglia Caputo, che gestiva gli averi dei Principi di Trabia da generazioni, avevano gentilmente donato l’archivio del palazzo al Comune per consentirne lo studio. Bisognava portare quei documenti fuori dal palazzo per consentirne il restauro, ma l’imminenza dell’inizio dei lavori lasciava pochissimo tempo per fare il trasloco. In una corsa contro il tempo io, gli addetti del comune e un piccolo gruppo di volontari, siamo riusciti a portare via tutto e a collocarlo in una stanza del Centro Sociale Polivalente. Le condizioni igienico sanitarie non erano delle migliori; ovunque c’era guano ed escrementi di topo, oltre tonnellate di polvere. Prima del restauro Palazzo Trabia era molto diverso; pavimenti e soffitti erano parzialmente crollati a causa delle infiltrazioni d’acqua e bisognava stare attenti a dove mettere i piedi. Nella foga di portare via tutto il più rapidamente possibile mi sono fatto ad un ginocchio. Ricordo che abbiamo rimosse le ultime carte mentre gli operai stavano già montando i ponteggi. Siamo riusciti a salvare tutto il salvabile, anche se anni di saccheggi, acqua, luce, piccioni e topi hanno fatto si che parte del materiale andasse perduto.
Abbiamo chiesto l’autorizzazione per consultare l’archivio, abbiamo preteso che un funzionario comunale (Polizia Municipale) assistesse alle operazioni e ci siamo dotati di tute monouso, mascherine e guanti di lattice. Monti in Associazione sono esperti di catalogazione, archivistica e conservazione dei beni culturali e sapevamo, avendolo studiato, i rischi a cui andavamo incontro.
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Per 5 giorni e per quasi tre ore al giorno abbiamo rovistato fra scatoloni e sacchi di plastica. La mole di materiale cartaceo era così imponente che siamo riusciti a consultarne si e no il 2%. Quello che abbiamo trovato ci ha ripagati più che ampiamente.

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Libri mastri sulla gestione delle ingenti proprietà dei Trabia in terreni e miniere, atti notarili, lettere commerciali, giornali e riviste della prima metà del novecento. Tutto il materiale è databile fra la prima metà dell’ottocento e la prima metà del novecento.

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Matteo ha trovato i suoi dati sulla famiglia Scalia ed è rimasto entusiasta come noi del resto.
I libri contabili potrebbero dirci molto sulla produzione delle miniere di Sommatino, sul numero degli impiegati, sugli scioperi e gli incidenti sul lavoro, ecc. Questi dati, trattati con i moderni metodi statistici, potrebbero rivelarci una serie sterminata di notizie.

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Ora possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che l’Archivio di Palazzo Trabia è di enorme importanza storica per ricostruire la Storia di Sommatino.
I libri contabili potrebbero dirci molto sulla produzione delle miniere di Sommatino, sul numero degli impiegati, sugli scioperi e gli incidenti sul lavoro, ecc. Questi dati, trattati con i moderni metodi statistici, potrebbero rivelarci una serie sterminata di notizie. Ora possiamo dire, senza paura di essere smentiti, che l’Archivio di Palazzo Trabia è di enorme importanza storica per ricostruire la Storia di Sommatino.

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