Il giorno del pipistrello e dei funghi killer

Ieri cercavamo l’entrata di una miniera alle spalle di Serra Pirciata venendo da Sommatino.
Paesaggio stupendo, sole e luce ovunque senza caldo eccessivo e compagnia buona.
Capo spedizione l’amico e collega, il geologo ravanusano Eugenio Nobile. Di preciso cercavamo l’imbocco di una presunta discenderia che Eugenio aveva notato in precedenza. In pratica cercavamo un buco nascosto così bene che abbiamo messo quasi un’ora per trovarlo. In verità erano talmente tante le cose belle da vedere in quel posto che anche se non l’avessimo trovata saremmo rimasti contenti lo stesso. Il gesso, in quella parete umidissima, perché esposta a tramontana e con pochissime ore di luce, ha creato delle stupende forme di erosione grazie alla sua alta solubilità, all’abbondanza di acqua e alla gravità.
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Trovato l’imbocco della presunta discenderia, accurata la stabilità della roccia al tetto e alle pareti, siamo entrati. Con un po’ di delusioni abbiamo subito capito che non si trattava di una discenderia, ma di uno degli innumerevoli saggi minerari che si trovano nei gessi e nei calcari nelle nostre zone. Qualcuno, circa due secoli fa, trovando un piccolo affioramento di zolfo (briscale) ha deciso di scavare con metodi rudimentali quel tunnel esplorativo. Avranno impiegato circa venti giorni per scavarlo, in 3 o 4 persone probabilmente imparentati fra loro e dopo aver chiesto una concessione mineraria. In quella galleria zolfo ce ne ben poco. Dopo venti giorni si saranno arresi sprecando tempo e risorse finanziarie.

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Non ci è andata male lo stesso. Dentro quei venti metri abbiamo incontrato delle forme di vita straordinarie.
Sul soffitto c’era un pipistrello infreddolito che si è lasciato fotografare a distanza ravvicinata.

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Ma sul pavimento c’erano degli strani batuffoli bianchi disseminati ovunque. Erano talmente belli che qualcuno ha pensato si trattasse addirittura di cristalli.

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Toccandoli delicatamente abbiamo capito che quei batuffoli erano degli strani funghi che vivono dentro le grotte. Funghi killer. I filamenti ricchi di spore dei batuffoli si attaccano all’esoscheletro di coleotteri ed altri insetti che vivono nelle grotte proliferando fuori e dentro il loro corpo uccidendoli e divorandoli piano piano. I batuffoli: trappole mortali per insetti.

Usciti da quel buco abbiamo visto dei posti bellissimi grazie ad Eugenio che ci ha fatto da guida appassionata e competente.

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