Sommatino fra delta fluviali e barriere coralline

Prima che l’estate si facesse sentire con il suo abbraccio caldo e soffocante abbiamo fatto un escursione sul greto del fiume Salso. Poco prima di abbandonare questi meravigliosi luoghi, e dedicarci al pranzo domenicale, abbiamo trovato uno stano ciottolo. Bianco, grigiastro e bitorzoluto, poco più grande di un pallone da calcio. Ci ha incuriosito. Magari dentro c’era qualcosa di interessante, dovevamo accertarcene. Per tutta l’estate quel pallone da calcio ce lo siamo ritrovati fra i piedi. Non era bello a vedersi, ma dentro poteva contenere qualche sorpresa, appunto per questo lo abbiamo denominato “uovo di pasqua”.
Circa un mese fa, per togliercelo dai piedi e per soddisfare la nostra smisurata curiosità, lo abbiamo aperto, per vedere se conteneva veramente una sorpresa.
Siamo andati a San Cataldo da una ditta specializzata e abbiamo chiesto di farcelo tagliare letteralmente a fette di tre centimetri circa.
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Appena tagliato l’”uovo di pasqua” ha mostrato la sue numerose sorprese, catapultandoci in un mondo ormai alieno di circa sette milioni di anni fa.
Lo abbiamo fatto lucidare dal sig. Colini ed ecco cosa è venuto fuori:

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Questo ciottolo doveva un tempo far parte di una barriera corallina, probabilmente di quella fase in cui organismi di vario genere (Alghe calcaree, molluschi, macro foraminiferi bentonici, stromatoliti, ecc.) hanno permesso l’indurimento del substrato rendendo possibile “l’attecchimento dei coralli”.
Tutti questi organismi si estinsero completamente quando il Mediterraneo subì la cosiddetta “Crisi di salinità del Messiniano”, un disseccamento (parziale o totale, a secondo le teorie).
Da dove viene questa roccia?
Non lo sapremo mai. Probabilmente dal disgregamento e dal disfacimento di una barriera corallina che costeggiava l’ampio delta fluviale che ha dato origine alle nostre argille tortoniane.
Ecco come presumibilmente dovevano stare le cose 6,5 – 7,0 milioni di anni fa:

Delta 1
Se ne volete sapere di più venite a trovare al Museo.

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