Zolfo – il monopolio naturale

Spesso leggendo libri e articoli sulle miniere mi è capitato di imbattermi nel termine “monopolio naturale”.

Poiché non sono un economista ho controllato in vari siti e la definizione più “potabile” che ho trovato è questa definizione di monopolio:

è una forma di mercato, dove un unico venditore offre un prodotto o un servizio per il quale non esistono sostituti stretti (monopolio naturale) oppure opera in ambito protetto (monopolio legale, protetto da barriere giuridiche). Consiste insomma nell’accentramento dell’offerta o della domanda del mercato di un dato bene o servizio nelle mani di un solo venditore o di un solo compratore.

Un unico venditore ha un prodotto che possiede solo lui, un prodotto che se qualcuno vuole è costretto a comprare da quell’unico venditore. Vuol dire che quel venditore può fare il prezzo che vuole e scegliere le strategia di vendita che vuole senza preoccuparsi della concorrenza.

Quando è nata l’industria zolfifera siciliana la situazione era proprio quella del “monopolio naturale”.  Cioè uno dei minerali più importanti per dare vita alla rivoluzione si trovava quasi ed esclusivamente in Sicilia.

Lo zolfo, insieme al ferro e al carbone, è stato uno degli artefici principali di uno dei cambiamenti economici, sociali, culturali dell’umanità: la rivoluzione industriale, e quasi tutto lo zolfo a disposizione sul pianeta ce lo avevamo noi, uno dei minerali strategici più importanti del mondo era un monopolio siciliano.

È come se una piccolissima nazione (la Sicilia lo era: Regno di Sicilia) detenesse quasi tutto il petrolio o l’uranio del mondo.

Sorgono spontanee un po’ di domande: ma perché oggi la Sicilia non è una delle terre più ricche e potenti del pianeta? E perché pensiamo alla storia delle miniere come ad una storia di dolore, sofferenza e miseria e non come ad un florido periodo di innovazione e benessere? E ancora, dove sono finiti i soldi?

Dubai-Marina

Tetti 04

Perchè Sommatino, Riesi, Caltanissetta non somigliano a Dubai?

Le ragioni sono tante e molto complesse, ma si possono semplificare considerando le maggiori nel periodo di nascita dell’industria mineraria siciliana:

  • Un sistema sociale arretrato e feudale in cui le baronie in modo parassitario ingenti capitali che sarebbero potuti essere destinati a migliorare le condizioni economiche dei minatori, le condizioni di sicurezza nelle miniere e la meccanizzazione del lavoro.
  • Un governo debole (quello borbonico), non in grado di far valere, sia a livello diplomatico che militare, le proprie ragioni e i propri diritti nei confronti di superpotenze come Inghilterra e Francia.
  • La mancata di “verticalizzazione” del ciclo produttivo dello zolfo. In pratica lo zolfo greggio siciliano non veniva lavorato quasi per niente in Sicilia e per tale motivo non usufruiva degli introiti derivanti dalla trasformazione dello zolfo.
  • La mafia, che nasceva proprio in questo periodo e che non si poteva in alcun modo far scappare questo business.
  • La mancanza di una cultura mineraria, della conoscenza dell’arte mineraria e della geologia. I primi minatori erano ex contadini del tutto inesperti in questioni minerarie.
  • L’analfabetismo diffuso.

Approfondirò in seguito ognuno di questi aspetti. Ci sono cose che troverete interessanti

La Sicilia ha avuto nelle sue mani una incredibile opportunità e di questa opportunità rimangono, ruderi di ferro e cemento, qualche foto sbiadita, ricordi sparsi (finché dureranno), emigrazione, inquinamento e un’economia disastrata.

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