Il primo sommatinese – parte 1

Mi sono sempre chiesto cosa videro i primi uomini quando giunsero sulla collina su cui oggi sorge la “ridente” cittadina di Sommatino. Dalle testimonianza archeologiche, che costellano l’aria circostante il suo centro urbano e le vicine campagne, risulta che con molta probabilità questi primi uomini dovevano appartenere a quel grosso ceppo culturale conosciuto come civiltà “castellucciana” abbondantemente diffusa in tutta la Sicilia sud-orientale nel ampio lasso di tempo che va dal 2300 al 1400 a.C. durante l’età del bronzo.
Spero che su questo sito presto leggerete parlare diffusamente della preistoria sommatinese, dove a scrivere sarà un archeologo, il ragionamento che voglio farvi adesso non riguarda l’archeologia in senso stretto.
A Sommatino, molto probabilmente, sarà arrivato un piccolo gruppo di uomini dell’età del bronzo, forse un nucleo familiare, forse un clan, forse un drappello di esploratori, non lo sapremo mai, come mai sapremo il motivo per cui si spinsero così all’interno della Sicilia; magari alla ricerca di cibo, magari erano perseguitati politici alla ricerca di nuovi spazi vitali, magari erano animati dal puro spirito di esplorazione.

Preistoric 1
Di sicuro sappiamo che ad un certo momento decisero di rimanere a vivere nel territorio di Sommatino.
La domanda che mi sono posto è: perché?
Perché proprio qui e non più a sud, a nord, ad est o a ovest.
In realtà a quei tempi non si costruivano quasi mai città come le nostre, ma si realizzavano tanti insediamenti costituiti da una o più famiglie tutte in stretto contatto fra loro. Il centro storico di Sommatino, quasi sicuramente ospitò uno degli insediamenti più importanti.
Quando si decide di stabilirsi in un posto non lo si fa a caso, ma si seguono, oggi come allora, dei criteri ben precisi; di solito si preferiscono territori ricchi di risorse naturali: in primis l’acqua, poi fonti di cibo, terreni fertili, materiali da costruzioni, risorse minerarie, ecc.
I terreni in cui ci si stabilisce devono essere, inoltre, facilmente difendili e vicini ad importanti vie di comunicazioni per permettere il commercio e scambi di vario genere.
Sommatino rispondeva a tutti questi requisiti?
Direi di si.
Molte città sono nate e si sono sviluppate vicino a corsi d’acqua (Roma, Parigi, Londra, ecc.), ma a Sommatino corsi d’acqua di un certo rilievo non ce ne sono. Si c’è il fiume Salso, ma è a minimo quattro chilometri da Sommatino. Ma allora? L’acqua di cui avevano bisogno da dove la prendevano?
I corsi d’acqua non sono l’unica fonte di approvvigionamento idrico; ci sono pure le sorgenti e le acque di falda. Le acque di falda, cioè le acque sotterranee, di cui Sommatino è ricca, non sono facilmente raggiungibili senza scavare dei pozzi e non si hanno prove che questi nostri antenati conoscessero queste tecnologie.
Restano le sorgenti, che non sono altro che acque di falda che, per particolari condizioni geologiche, emergono dal terreno.
A Sommatino ci sono delle sorgenti naturali?
Si, eppure in abbondanza.
Le estremità, i confini di una grande falda sotterranea, ormai chiamata in letteratura “la falda di Piano Conte”, hanno dato origine a più “linee delle sorgenti”, tratti in cui era facile che si formassero delle sorgenti naturali. Le acque di Corvaia, sorgente attualmente attiva, e le acque di contrada Bruca, sorgente prosciugata qualche decennio fa per abbassamento della falda, ne sono una prova più che evidente.

Linea delle sorgenti Una falda più superficiale, oggi distrutta dalle opere di fondazione delle case, garantiva l’acqua anche nell’attuale centro storico di Sommatino.
Quindi l’acqua non doveva mancare.
L’orografia di Sommatino, cioè lo studio dei rilievi, ci permette di vedere con relativa facilità che molte zone prossime al centro urbano sono delle vere e proprie conche o delle aree sottomesse molto pianeggianti.
Facile pensare che queste zone depresse dovessero essere simili a delle paludi.

Laghi 1
La prova?
Eccola:

Campione 1
Questa tipo di terreno ha dei connotati identici a quelli dei fondali delle paludi attuali ed è stato prelevato a tre metri di profondità nei pressi del Centro Sociale Polivalente.
Qualche area di Sommatino doveva apparire circa cosi:

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Soprattutto negli ultimi due o tre secoli delle opere di bonifica, di drenaggio delle acque, insieme ai processi agricoli come l’aratura, hanno fatto in modo che queste zone non siano più soggette ad allagamenti o quasi (vedi zona Lago Montagna).
Queste zone acquitrinose portavano abbondante selvaggina, ma anche la malaria, che avrà perseguitato gli antichi sommatinesi per millenni.

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