Osservazioni Geologiche fatte nella Contea di Sommatino – parte 3 (ed ultima)

Finisco di commentare l’opera di don Gregorio Barnaba La Via parlando di un altro fenomeno geologico di una bellezza incomparabile, forse uno dei pochi privilegi che i nostri minatori si potevano godere immersi nell’inferno delle miniere di zolfo e che il nostro reverendo scienziato si trovò ad esaminare ed a studiare: le garbere. Anche questo termine è completamente scomparso dal nostro linguaggio, ma un tempo doveva essere di uso comune; con questo termine i minatori si riferivano a un geode, cioè una cavità sotterranea incastonata nella roccia calcarea di dimensioni che andavano dal decimetro a quelle di una stanza. Le pareti di queste cavità erano costellate di cristalli di zolfo di una straordinaria bellezza che dovevano apparire come diamanti gialli alla luce delle lanterne. Quasi mai questi capolavori della natura sono stati fotografati; esistono solo poche testimonianze fotografiche che non possono mai rendere l’idea degli abbaglianti giochi di luce prodotti da una miriade di cristalli gialli dalla purezza quasi assoluta. I minatori avevano poco tempo per godere di quello spettacolo; la purezza del minerali li induceva a raschiarne le pareti per prelevare il minerale quasi puro, dall’altissima resa. Se fosse rimasta anche una sola di queste garbere intatte sarebbe probabilmente divenuta più famosa delle Grotte di Castellana e la nostra economia sarebbe molto diversa da quella attuale, ma le cose sono andate diversamente.

Vi sono poi in detta montagnola delle cavità appellate Garbere in quei buchi da dove si estrae lo zolfo, che qualche volta mi è toccato vederlo unito alla calce carbonata incrostante, impregnata d’idrogeno sulfurato. Queste Garbere sono tappezzate di bellissime cristallizzazioni di zolfo, disseminate nella calce carbonata cristallizzata a dente di porco. Esaminandole e paragonandole con quelle fin ora pubblicate mi è toccato in sorte rinvenirle una varietà, che non è a cognizione se sia stata descritta da altri, la quale io qui presento, onde meglio conoscere se ho colpito nel segno e se abbiamo progredito nella conoscenza delle cristallizzazioni di solfo, che il celebre Hauy confessa di apparato dalla collezione del commendatore Dolomieu, fatta in Sicilia.

Ai non geologi i nomi di Hauy (René Just Haüy) e Dolomieu (Déodat Guy Silvain Tancrède Gratet de Dolomieu), non diranno nulla, ma questi due eminenti scienziati francesi della seconda metà del settecento, primi dell’ottocento, hanno contribuito a fondare la mineralogia moderna ed è emozionante sapere che i campioni di minerali che sono serviti loro per descrivere i cristalli di zolfo venissero con molta probabilità da Sommatino.

Campione di zolfo esposto nel Museo Comunale di Storia Naturale ed Arte Mineraria di Sommatino
Campione di zolfo esposto nel Museo Comunale di Storia Naturale ed Arte Mineraria di Sommatino
Disegno di minerale di zolfo realizzato da don Gregorio Barnaba La Via
Disegno di minerale di zolfo realizzato da don Gregorio Barnaba La Via

Concludo con un ultima annotazione che reputo di un certo interesse storico e forse anche urbanistico per Sommatino.

[…] Si rinviene colà da per tutto l’ocra galla di ossido di ferro, spesso unità alla pirite marziale, che in gran copia cavasi particolarmente nell’Orto Trabia, opera dell’insigne architetto Filippo Volpes, il quale corredandolo di piante officinali l’ha reso di sommo utile a quelle popolazioni ed ai circonvicini paesi.

L’insigne architetto Filippo Volpes, Don Filippo Volpes ingegnere ed amministratore delle proprietà del Principe Trabia secondo Giuseppe Testa (Storia di Sommatino, 1989, Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta) aveva ai tempi di don Gregorio Barnaba La Via realizzato un orto pieno di piante officinali e medicamentose. Questo orto circondava Palazzo Trabia e si estendeva per vari ettari. Sarebbe interessante ritracciarne i contorni per avere un’idea di quello che doveva essere “il piccolo villaggio” di Sommatino durante la prima metà dell’ottocento.

Estensione presunta dell'
Estensione presunta dell'”Orto Trabia”
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