Osservazioni Geologiche fatte nella Contea di Sommatino – parte 1

Studiando la storia, le miniere e la geologia di Sommatino mi sono imbattuto in un documento interessante che vorrei illustrarvi dandone una mia interpretazione.
Si tratta di un antico trattato di geografia, geologia e geografia fisica datato 1840.

N1


Il trattato doveva essere per l’epoca importante, dato che alcune delle sue parti sono state curate da eminentissimi studiosi come il Gemmellaro e il Brocchi.
Nei vari capitolo e paragrafi sono illustrate diverse aree geografiche siciliane e Sommatino merita nel trattato la bellezza di quasi cinque pagine, molto più di aree che oggi riteniamo più importanti.
A livello geologico e minerario Sommatino evidentemente rivestiva un’importanza rilevantissima ai tempi.

N2
Dalle poche informazioni che sono riuscito a trovare sull’autore delle “Osservazioni Geologiche fatte nella Contea di Sommatino” risulta che don Gregorio Barnaba La Via fu un illustre ecclesiastico prestato alle scienze naturali e, con un po’ di fantasia, riesco ad immaginare questo prete a dorso di mulo che girava la Sicilia e non solo, dato che ha scritto anche delle osservazioni sul Vesuvio, con in mano un taccuino e una bisaccia piena di campioni di rocce, un geologo ante litteram.
Non voglio tediarvi parlando di questioni geologiche astruse e poco comprensibili per il profano, ma vorrei parlarvi del “contorno”, della descrizione dei luoghi che lui vide quasi due secoli fa nella “Contea di Sommatino”.

Da Caltanissetta cammin facendo verso mezzogiorno, alla distanza di dodici miglia da quel capo-valle, che a buon diritto, ho fissato come centro da cui a guisa di tanti raggi si portano pella sua periferia le diverse formazioni che la nostra isola ci offre, si perviene al piccolo villaggio di Sommatino, contea del principe Trabia, di cui ora imprendo a ragguagliare la geognosia non men che i minerali, che a preferenza si offrono alle osservazioni del voglioso mineralogista.

Risulta interessante: “al piccolo villaggio di Sommatino”, non perché l’autore si riferisca a Sommatino come ad un piccolo villaggio (che immagino di poche case arroccate attorno al palazzo Trabia), ma perché usa la denominazione Sommatino, dato che in documenti coevi Sommatino e chiamato Summartino, se non Sammarirtino.

[…] alla contea di Sommatino, la quale in tutta la estensione de’ suoi latifondi, che da mezzogiorno a tramontana conta la distanza di quattro miglia, ed altrettanto da levante a ponente, nella sua superficie di novecento salme misura antica siciliana, […]

Dato che un miglio durante il periodo borbonico era di 1.484,64 m quattro miglia sarebbero 5.938, 56, circa sei chilometri, per una superficie di circa 35.266,49 kmq, cioè all’incirca l’estensione attuale.

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